Realizzare e gestire la lettiera permanente

Suggerimenti e consigli sulle modalità più opportune per una corretta realizzazione e utilizzo di una lettiera per avicoli

La lettiera permanente è il pavimento dove gli avicoli si muovono, riposano, giocano, defecano, razzolano e beccano. Deve essere abbondante perché deve durate per tutto il ciclo di allevamento e consentire l’assorbimento e la fermentazione delle loro deiezioni.

 

Scopo di una buona lettiera

In natura gli animali vivono sul terreno e spesso dormono sugli alberi: non hanno quindi bisogno di una lettiera. Nell’allevamento, anche domestico e amatoriale, l’allevatore costringe i propri animali a passare del tempo in locali chiusi dove si concentrano le deiezioni. Queste sono per natura una fonte di diffusione delle malattie specialmente parassitarie come vermi e coccidi. Per evitare gli il pollame si ammali è quindi necessario allevare gli animali in ambienti dove i parassiti non diventino un problema. Pertanto nei locali chiusi è necessario annullare l’effetto infestante dei parassiti. Per raggiungere questo obiettivo è sufficiente realizzare un pavimento con materiale vegetale (lettiera in truciolo di legno o altro materiale vegetali assorbente) che associato alle deiezioni dei nostri animali determina la fermentazione delle stesse con produzione di calore che è sufficiente ad uccidere le uova dei vermi e le oocisti dei coccidi. Scopo di una buona lettiera è pertanto quello di mantenere una sufficiente igiene nei locali chiusi d’allevamento sterilizzando l’ambiente attraverso la produzione di calore dovuta alla fermentazione delle deiezioni.

 

Come realizzare una buona lettiera

Una volta individuato il locale dove allevare i giovani animali o i riproduttori è necessaria una radicale pulizia dell’ambiente. Tolti i materiali preesistenti (attrezzi, rifiuti, ecc.) si procede a una pulizia con scope, spazzole o raschietti. Si continua poi la pulizia con acqua e detergenti comuni (sapone) terminando con una idropulitrice a vapore. Si passa quindi alla disinfezione del locale. Si procede poi alla distribuzione della lettiera realizzando uno strato di almeno 10 – 15 centimetri di spessore. Dopo questa operazione si possono inserire gli animali nel ricovero.

 

Con quali materiali realizzare la lettiera

Una lettiera permanente può essere realizzata con diversi materiali vegetali e il loro valore dipende dalla capacità di assorbire l’acqua prodotta dagli animali.
L’umidità prodotta dagli animali e dall’ambiente viene infatti controllata con la ventilazione e raccolta dalla lettiera.
Questa è un insieme di materiale assorbente il cui valore, inteso come potere assorbente, dipende naturalmente dal tipo di materiale che viene utilizzato nella realizzazione della lettiera:

  • 100 kg di terra secca assorbono 25 kg di acqua;
  • 100 kg di sabbia assorbono 50 kg di acqua;
  • 100 kg di tutoli di mais assorbono 200 kg di acqua;
  • 100 kg di paglia di grano assorbono 220 kg di acqua;
  • 100 kg di truciolo di legno assorbono 265 kg di acqua;
  • 100 kg di paglia d’orzo assorbono 285 kg di acqua.

Nella scelta del materiale per la realizzazione della lettiera oltre al potere assorbente è inoltre importante la facilità di reperimento e il costo.

 

Una lettiera in truciolo di legno

Nei nostri allevamenti il materiale più usato per la realizzazione delle lettiere è il truciolo di legno. Uno strato sufficiente è costituto da 10-15 cm di truciolo di legno e deve essere distribuito uniformemente su tutto il pavimento. Il tipo di legno da cui deriva il truciolo non è importante purché si tratti di legno naturale. Non deve, infatti, essere utilizzato truciolo derivante dalla levigatura o lavorazione di mobili, serramenti, ecc. perché potrebbe contenere residui di vernici o resine tossiche per gli animali. Il truciolo di legno può essere reperito presso i principali negozi di prodotti zootecnici oppure recuperato direttamente da falegnamerie della zona.
Si consiglia di mantenere pulita la lettiera togliendo le penne cadute e rastrellandola ogni tanto in superficie. Inoltre anche l’aerazione è importante per abbassare il tasso di umidità.
Per migliorare le proprietà fisiche della lettiera permanente, rendendola meno facile ad agglomerarsi o ad infeltrirsi, si consiglia poi l’aggiunta di calce idrata (mai usare calce viva) nella proporzione di 10-12 Kg. per 10 mq di lettiera.

 

Attenzione alla lettiera troppo sottile

Spesso lo strato di lettiera dove sono alloggiati i pulcini è troppo sottile. Gli animali iniziano presto a razzolare formando buche nella lettiera con il risultato che gli stessi animali vengono a contatto con il pavimento freddo. Anche se la temperatura ambientale è tale da fornire un sufficiente riscaldamento dall’alto questa situazione deve essere evitata perché il pavimento è sempre troppo freddo per i pulcini.
Generalmente le conseguenze si manifestano in pochi giorni soprattutto sotto forma di disturbi intestinali il che si traduce con una insufficienza utilizzazione degli alimenti e diarrea.
La diarrea comporta una enorme perdita di liquido e quindi la necessità di eccessive quantità di acqua per compensare tale perdita.
Ma l’ingestione di troppa acqua provoca immediatamente raffreddamento. Una lettiera sottile provoca anche un cattivo assorbimento intestinale nei pulcini di un giorno. Come è noto immediatamente dopo la schiusa rimane ancora una notevole quantità di tuorlo. Quando il pavimento è troppo freddo a causa della lettiera insufficiente, vi è inoltre un grande pericolo che queste rimanenze di tuorlo si consumino con difficoltà.
Per queste ragioni lo spessore della lettiera deve essere adeguato e non inferiore a 10 cm. Bisogna sempre preoccuparsi che la lettiera non formi massa compatta ma che si mantenga sempre porosa permettendo la ventilazione. Quando lo spessore è di 20 cm non vi è da preoccuparsi per il razzolare degli animali, in quanto non riusciranno mai a scavare buchi tali da scoprire il pavimento sottostante.

 

Gestione della lettiera

La presenza degli animali e le loro deiezioni provocano un “compattamento” della lettiera e a volte un indurimento della parte superficiale. Periodicamente, una volta alla settimana, con un rastrello muovete leggermente la parte superficiale della lettiera evitando che si formi una crosta superficiale che diminuisce il potere assorbente della stessa. Contemporaneamente, specialmente nei pollai per galline, asportate sempre con un rastrello le penne e il materiale grossolano che trovate sulla superficie della lettiera.
Ogni due settimane aggiungete un po’ di lettiera in modo che nella parte superiore si trovi sempre del materiale in grado di assorbire le deiezioni e favorirne la fermentazione.

 

Gestione della lettiera in stagioni fredde

Spesso la lettiera è troppo fredda malgrado il suo spessore sufficiente e l’adeguata temperatura ambientale. Questo è il secondo errore che viene spesso riscontrato. Se la temperatura ambientale è troppo fredda la lettiera si riscalda solo superiormente ma sotto rimane fredda. È necessario, in questo caso, accendere le lampade il giorno prima dell’arrivo degli animali. Un riscaldamento prolungato fa inoltre evaporare l’umidità ambientale e della lettiera creando un pavimento uniformemente riscaldato.

 

La lettiera nei ricoveri per galline

In un pollaio le sorgenti di umidità sono numerose: l’aria, gli abbeveratoi, il suolo e, soprattutto, la gallina. L’aria contiene sempre una certa umidità molto variabile a seconda della stagione e della zona in cui ci troviamo.
Gli abbeveratoi producono umidità a causa di perdite d’acqua dovute sia a difetti dell’impianto sia agli spandimenti provocati dagli animali nel bere. Anche il suolo produce umidità per capillarità dell’acqua che sale alla superficie del pavimento.
Infine la gallina stessa è una sorgente molto importante di umidità. Anzi è una doppia sorgente perché da una parte apporta umidità con la respirazione e dall’altra l’apporta con de deiezioni.
Complessivamente una gallina elimina circa 175 grammi di acqua al giorno (75 grammi con le deiezioni e 100 grammi con la respirazione).
Immaginando un ricovero con una concentrazione di 4 capi per metro quadrato, se niente intervenisse ad evacuare l’umidità eliminata dalle galline, esse guazzerebbero, alla fine di un anno, entro 20-25 cm d’acqua.

 

Quando realizzare una nuova lettiera

Le attuali norme sanitarie prevedono di rinnovare la lettiera permanente alla fine di ogni ciclo d’allevamento. Questa è sicuramente una buona regola da applicarsi negli allevamenti industriali dove le concentrazioni degli animali sono molto elevate (anche 30 kg e più di peso vivo per metro quadrato di lettiera) e la capacità immunitarie dei polli o tacchini sono scarse.
Nel caso dell’allevamento rurale si può seguire questa regola oppure, dopo un ciclo d’allevamento, può essere aggiunto un nuovo strato di lettiera (10-15 cm di prodotto fresco) e riprendere un nuovo ciclo d’allevamento. In questo modo la lettiera può raggiungere un’età di un anno e, se si vuole, anche più. Come già spiegato precedentemente lo scopo di una buona lettiera è quello di mantenere un alto livello di igiene all’interno del ricovero e questo si raggiunge attraverso la fermentazione batterica che si mantiene all’interno di una lettiera sana. Dopo ogni ciclo d’allevamento è pertanto possibile aggiungere lettiera pulita sopra quella preesistente che, già ricca di batteri, favorisce la fermentazione di quella nuova. Non a caso anche negli allevamenti intensivi si va diffondendo l’integrazione delle lettiere con enzimi o batteri che favoriscono la fermentazione: perché quindi non utilizzare la fermentazione già presente in un ambiente sano.

 

Cosa fere della lettiera a fine ciclo

Se la lettiera viene cambiata ad ogni ciclo d’allevamento deve essere sistemata in una concimaia e fatta “maturare” per un anno e poi utilizzata come concime.
Se invece la lettera del vostro pollaio ha un’età superiore a un anno, raggiunta all’interno del pollaio, è già “matura” e può subito essere utilizzata come concime nei campi.

Peso specifico dei diversi materiali utilizzati nella realizzazione di una buona lettiera materiali per lettiera

SABBIA
Peso specifico (kg/dm3): 1,4 – 1,5
100 kg di prodotto danno un’altezza di 10 cm su un pavimento di metri: 8,00 x 8,00
Per 100 m2: 150 kg circa

TUTOLI DI MAIS
Peso specifico (kg/dm3): 0,6 – 0,7
100 kg di prodotto danno un’altezza di 10 cm su un pavimento di metri: 13,00 x 13,00
Per 100 m2: 60 kg circa

PAGLIA DI GRANO
Peso specifico (kg/dm3): 0,7 -0,8
100 kg di prodotto danno un’altezza di 10 cm su un pavimento di metri: 13,00 x 13,00
Per 100 m2: 60 kg circa

TRUCIOLO DI LEGNO
Peso specifico (kg/dm3): 0,6 – 0,7
100 kg di prodotto danno un’altezza di 10 cm su un pavimento di metri: 13,00 x 13,00
Per 100 m2: 60 kg circa

PAGLIA DI ORZO
Peso specifico (kg/dm3): 0,7 -0,8
100 kg di prodotto danno un’altezza di 10 cm su un pavimento di metri: 13,00 x 13,00
Per 100 m2: 60 kg circa

 

Umidità prodotta con la respirazione di una gallina

Se confrontiamo la composizione dell’aria all’ispirazione e all’espirazione, si constata una diminuzione dell’ossigeno che passa in percentuale da 20,8% a 15,4% e un aumento del gas carbonio che va da 0,03% a 5,4%.
Quanto al vapore acqueo è certo che se ne trova una maggiore quantità nell’aria espirata che nell’aria ispirata. Ma è molto difficile determinare la quantità di vapore acqueo eliminato dalla gallina durante la respirazione e ciò per tre ragioni:
– all’ispirazione il vapore acqueo contenuto nel respiro dipende dal grado igrometrico dell’aria, il quale è molto variabile;
– all’espirazione l’aria espulsa è satura d’acqua; però la saturazione dell’aria è dipendente dalla temperatura perciò da un altro fattore soggetto a variazioni;
– infine, il ritmo di respirazione è parimenti dipendente dalla temperatura ambientale; non dimentichiamoci che abbiamo a che fare con un uccello che, a differenza dei mammiferi, non ha ghiandole sudorifere.
Compariamo per un istante il modo di lottare contro il caldo di un mammifero e di un uccello.
– quando fa troppo caldo il mammifero ha bisogno di bere: quest’acqua, subito come è assorbita, viene eliminata con la traspirazione permettendo così alla temperatura interna del corpo di rimanere costante
– la gallina è sprovvista di ghiandole sudorifere: ha dunque bisogno di trovare un altro modo di lottare contro il calore. Essa elimina l’acqua assorbita grazie ad un aumento del ritmo respiratorio, provocando lo stesso effetto di traspirazione, ma a livello polmonare.
Così una gallina di 2 kg elimina in 24 ore:
– 93 grammi d’acqua a 16°C di temperatura ambientale;
– 193 grammi d’acqua a 28°C di temperatura ambientale;
– 419 grammi d’acqua a 41°C di temperatura ambientale.

 

Umidità prodotta con le deiezioni di una gallina

Notiamo innanzitutto che, con gli uccelli, abbiamo un grande vantaggio. Il problema dell’evacuazione delle urine non si pone. Tuttavia bisogna osservare che le deiezioni rappresentano il 75% d’acqua, talvolta può arrivare sino al 90%.
Sapendo che una gallina produce circa 100 grammi di deiezioni al giorno essa elimina in questo modo circa 75 grammi d’acqua.
Complessivamente, senza prendere gli estremi, si osserva che una gallina elimina circa 175 grammi di acqua al giorno (75 grammi con le deiezioni e 100 grammi con la respirazione).
Immaginando un ricovero con una concentrazione di 4 capi per metro quadrato, se niente intervenisse ad evacuare l’umidità eliminata dalle galline, esse guazzerebbero, alla fine di un anno, entro 20-25 cm d’acqua.

Fonte: biozootec.it

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