Mixomatosi del coniglio

Mixomatosi del coniglio

È una malattia virale molto contagiosa apparsa, nel nostro paese, attorno al 1955. La Mixomatosi del coniglio è una malattia conosciuta sin dalla fine dell’800 è causata da un virus (poxovirus del genere Leporipoxivirus) e ancora oggi è molto diffusa provocando alte mortalità. La malattia si diffonde nell’allevamento e nel territorio attraverso la puntura degli insetti ematofagi (zanzare, pulci, pidocchi, zecche, acari, ecc.) e il contatto diretto tra animale infetto (o portatore di virus) e animale sano. Anche un coniglio guarito da 2-3 settimane può essere considerato portatore sano.

Le zanzare possono veicolare il virus anche dopo una sola puntura e per un periodo superiore anche a 30 settimane che può essere comprensivo anche del periodo invernale di ibernazione.
La Mixomatosi del conigliosi manifesta inizialmente con irrequietezza e in seguito con emissioni di un secreto oculare acquoso accompagnato da gonfiore alle palpebre. Segue un gonfiore ad altre parti del corpo: orecchio, naso, genitali, ecc.

La Profilassi della Mixomatosi del coniglio

Per una corretta profilassi della malattia si consiglia quanto segue:

  1. attuare una corretta gestione dell’allevamento ottenendo conigli meno stressati e pertanto minore sarà la diffusione della malattia;
  2. attuare una corretta igiene delle strutture d’allevamento: si precisa comunque che le basse temperature invernali che si verificano negli allevamenti all’aperto diminuiscono la persistenza del virus e degli agenti di diffusione come gli insetti;
  3. praticare una corretta selezione genetica perché possibile individuare razze o ceppi geneticamente resistenti all’infezione;
  4. applicare un idoneo programma vaccinale come per esempio:
    -per i riproduttori prima vaccinazione allo svezzamento, seconda vaccinazione a 100 giorni, terza vaccinazione all’accoppiamento e in seguito due vaccinazioni all’anno ogni sei mesi preferibilmente in primavera ed in autunno;
    -per i soggetti all’ingrasso prima vaccinazione allo svezzamento e secondo vaccinazione a 70 giorni.

Alcune attenzioni

Va inoltre ricordato quanto segue:

  • si possono vaccinare i conigli con vaccini eterologhi, omologhi o alternarli: si consiglia comunque di consultare sempre un veterinario per l’attuazione del programma;
    è inutile vaccinare un animale ammalato;
  • non vaccinate mai i coniglietti prima di un mese di vita; le madri infatti con l’allattamento trasmettono un’immunità agli animali che interferisce con la vaccinazione se questa viene praticata prima di un mese dalla nascita.

 

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