Ingrasso tradizionale del maiale a gennaio

Ingrasso tradizionale del maiale a gennaio

Innovazioni di processo per ottenere prodotti competitivi e sostenibili

Consigli, indicazioni, suggerimenti ed esperienze su come allevare correttamente il maiale con metodo tradizionale nel rispetto del loro benessere, dell’integrità ambientali e della salubrità delle produzioni.

 

In questo mese termina la macellazione dei maiali grassi che a dicembre non sono stati sacrificati. Iniziate quindi le pulizie dei ricoveri per prepararli al nuovo ciclo che inizia alla fine del prossimo mese di febbraio o a marzo. L’allevamento tradizionale del maiale prevede infatti l’acquisto di animali che pesano circa 30 kg. (25-35) nati lo scorso anno dai parti autunnali.
Per questo tipo di allevamento è sufficiente disporre di un ricovero chiuso: la camera di una stalla o di un vecchio edificio adiacente al quale viene realizzato un parchetto per il pascolo esterno. Favorite l’inerbimento del pascolo e se necessario distribuite fieno raccolto da prati locali (donatori) sfalciati in piena fioritura. Questo permette una totale pacciamatura del pascolo che favorisce l’inerbimento con essenze autoctone e rende possibile il grufolare dei maiali anche in presenza di anello al naso.
Esternamente al parchetto si consiglia la presenza di piante a foglie caduche per favorire l’ombreggiamento estivo e l’irraggiamento del terreno nei mesi invernali. L’acqua di bevanda viene distribuita con un abbeveratoio a bottone.
Per quanto riguarda le dimensioni dell’arca questi gli spazi minimi consigliati: 2,00 mq per un solo capo; 4,00 mq per 2 capi, 5,00 mq per 3 capi e 6,00 mq per 4 capi. Almeno un lato del ricovero deve essere di 2,00 metri. Il pavimento deve essere ricoperto da un abbondante strato di paglia alto circa 15-20 cm.
Per quanto riguarda il pascolo consigliamo un’area di 700 mq a capo e in questo modo la presenza degli animali è sufficiente per non inquinare la falda e la produzione di azoto è inferiore a 170 unità all’anno per ettaro. Questa soluzione permette di non raccogliere le deiezioni e non trasferirle in concimaia.
In alternativa può essere realizzato un recinto pascolo di 6,00 mq/capo: la metà pieno (3,00 mq in cemento, pietra, ecc.) e l’altra metà in terra. La parte piena realizzatela adiacente al ricovero mentre la parte in terra è necessaria per il bagno di fango.
Prenotate per tempo l’acquisto di questi suinetti preferendo allevatori che adottano la tecnica naturale allevando le scrofe all’aperto.
Ricordando che i maiali sono animali di branco si consiglia di non allevare solo un maiale ma, se possibile, acquistare 3-4 capi da ingrassare assieme. È importante che si tratti di fratelli dato che il trasferimento nel vostro allevamento è di per sé uno stress che può essere affievolito se i suinetti sono in compagnia con capi con i quali si è già istituito un legame.
Se questo numero è eccessivo per i bisogni famigliari è possibile organizzarsi in questo modo: ad agosto-settembre, quando i maiali hanno raggiunto il peso di circa 120 Kg. si procede alla macellazione di un capo per ricavarne da utilizzare fresca. A dicembre uno viene destinato alla vendita mentre il terzo viene trasformato in insaccati.
In questo periodo, infine verificate l’efficienza del vostro recinto. In commercio è possibile reperire sia paletti di plastica già completi di isolatori, sia paletti di fibra di vetro o d’acciaio zincato su cui sono infilati e fissati appositi isolatori regolabili in altezza, sia isolatori da avvitare su paletti in legno; questi ultimi possono essere costruiti direttamente dall’allevatore, utilizzando viti mordenti con anello semiaperto a spirale, da rivestire di gomma.
La recinzione è costituita di norma da due ordini di filo posti a 0,25 e a 0,5 m d’altezza dal piano di campagna, sorretti da picchetti della lunghezza di 1 m.
Gli apparecchi elettrificatori, necessari per fornire energia ai recinti, possono essere di vario tipo e di diversa potenza; essi convertono l’energia elettrica in impulsi di brevissima durata e di elevatissima tensione, molto dolorosi, ma distanziati nel tempo, in modo che l’animale possa indietreggiare dopo avere
ricevuto la scarica.
Questi apparecchi possono funzionare direttamente collegati alla rete elettrica a 220 V, oppure con una pila da 9 V a perdere o con un accumulatore a 12 V (batteria da autoveicolo o da trattrice) con eventuale pannello solare per la ricarica.

Fonte: biozootec.it

No Comment

You can post first response comment.

Leave A Comment

Please enter your name. Please enter an valid email address. Please enter a message.