Coniglio da allevamento

Coniglio da allevamento

Il coniglio da allevamento domestico discende dal coniglio selvatico europeo (Oryctolagus cuniculus) che probabilmente fu scoperto dai fenici quando sbarcarono sulla costa della penisola iberica. I Romani allevavano i conigli in leporaria, recinti o parchetti delimitati da muretti in pietra con vegetazione naturale. L’addomesticamento del coniglio da allevamento risale al Medio Evo (XII secolo) a opera dei monaci che, allevando gli animali in spazi delimitati (recinti in muratura, conigliere), cominciarono a differenziare le prime razze. In Europa l’allevamento intensivo non apparve che alla fine degli anni ‘50 con l’arrivo del coniglio da allevamento Bianco di Nuova Zelanda, delle gabbie con grigliato e di alimenti bilanciati sotto forma di pellet di provenienza dagli Stati Uniti.

Caratteristiche del coniglio da allevamento

Nonostante un lungo periodo di allevamento in gabbia e la selezione genetica, il repertorio comportamentale del coniglio selvatico è rimasto anche nel coniglio domestico, sebbene esistano delle differenze nella frequenza e nell’intensità di certi comportamenti. Il coniglio domestico ha una leggera tendenza a essere attivo durante il giorno e fugge meno frequentemente nella sua tana in caso di allarme. Pertanto, al fine di garantire un adeguato benessere degli animali, è utile prendere in considerazione tali comportamenti per garantirne il più possibile l’espressione anche nelle condizioni dell’allevamento intensivo.
Il coniglio selvatico preferisce prati con numerose piante e sterpaglie dove può nascondersi. Il territorio di un individuo può estendersi fino a un raggio di 500 metri in funzione delle disponibilità di alimento, dell’età, della condizione dell’animale e della densità della popolazione. Nel coniglio si alternano periodi di riposo a periodi di attività, più intensi all’alba e al crepuscolo.

I conigli da allevamento e non ovviamente, sono erbivori e si nutrono di una grande varietà di piante comprese leguminose, foglie e rami di arbusti. In condizioni semi-naturali il coniglio dedica dal 20 al 70% circa delle sue attività diurne a cercare cibo. L’apparato digerente ha il tratto relativo al cieco e al colon molto sviluppato e permette ai conigli la digestione di materiali molto fibrosi. Il coniglio produce due tipi di deiezioni: dure e molli (ciecotrofo). Le prime sono eliminate, le seconde sono re-ingerite dall’animale al momento dell’evacuazione direttamente dall’ano ed hanno un ruolo essenziale dal punto di vista nutrizionale. L’assorbimento dei nutrienti avviene proprio con il ciecotrofo che viene reingerito solo se recuperato dall’ano e mai se dovesse avere contatto con il terreno. Lo sviluppo totale dell’apparato digerente si ha intorno alle 8-9 settimane.

I denti del coniglio e l’alimentazione

Importante attenzione deve essere data alla caratteristica tipica dei conigli in cui vi è una crescita costante degli incisivi (1-2 mm la settimana). Pertanto, al fine di garantire un adeguato consumo di tali denti, deve essere fornito agli animali un alimento fibroso. Il consumo giornaliero di cibo è di circa il 5-10% del loro peso corporeo. In natura il consumo di acqua è per lo più soddisfatto con l’ingestione di alimenti freschi, mentre in cattività la fornitura di acqua fresca è essenziale e deve essere costante.

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Fonte: Biozootec

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