Allevamento specie commerciali

Allevamento specie commerciali: le lumache

L allevamento specie commerciali delle chiocciole o, come chiamate comunemente, delle lumache a scopo alimentare ha una storia ed una evoluzione molto antiche. Gli anni ’70 hanno visto, nel nostro Paese, la nascita di una nuova area di attività zootecnica; l’elicicoltura ovvero l’allevamento a scopo commerciale ed alimentare delle chiocciole per soddisfare le esigenze di un mercato particolare. Tale mercato è considerato, allora come oggi, di “nicchia” ovvero solamente per buongustai!

Allevamento specie commerciali: le rane

Allevamento specie commerciali: in Italia non esistono veri e propri allevamenti di rane ma, generalmente, le aree risicole e l’acquacoltura estensiva, in particolare la carpicoltura, possono favorire la raccolta di questi anfibi, allorquando, prosciugando i terreni e gli stagni, se ne possono raccogliere fino a 5-6 kg/persona/giorno. Presso alcuni agriturismi esistono allevamenti destinati ad uso alimentare per le necessità dell’agriturismo stesso. La richiesta di rane (cosce principalmente) è molto alta e non soddisfa il fabbisogno interno, per cui le rane vengono importate. Provengono da paesi quali la Francia, la Turchia e da quelli del Nord Africa; ma soprattutto dai paesi dell’estremo oriente (Thailandia, Vietnam, Malaysia) e dalla Cina.
Anche le rane come alimento sono presenti fin alla preistoria secondo ritrovamenti archeologici ben datati.

Allevamenti speciali?

È opinione diffusa che lumache e rane non siano e non debbano essere considerati “prodotti ittici” né tanto meno di un’acquacoltura minore. Lumache e rane dovrebbero avere un loro ambito di riconoscimento ufficiale ed una loro “dignità”, quali ”altri alimenti di origine animale”. Come tali dovrebbero essere considerati e fatti conoscere ed apprezzare al grande pubblico dei consumatori. L’accessibilità del prezzo della loro carne potrebbe essere la chiave; attraverso campagne di informazione che vadano al di là delle sagre paesane circoscritte a luoghi ben noti.
Motivo per cui questi molluschi gasteropodi terrestri e questi anfibi, nella prospettiva di un ampliamento del mercato alimentare, con tutte le problematiche igienico-sanitarie e normative che ciò comporta, meritano una maggiore considerazione in quanto entrambi fonti di proteine nobili.

La carne sia di chiocciola che di rana, quindi, può annoverarsi tra le carni alternative. Per le sue caratteristiche organolettiche e per il suo valore biologico ha un rapporto qualità – prezzo particolarmente apprezzato dal consumatore. Il cliente dovrebbe venire “educato” a prendere in considerazione anche questo tipo di carni.

 

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Fonte: Biozootec

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