Allevare galline per il secondo ciclo di deposizione

Allevare galline per il secondo ciclo di deposizione

È ormai un diffuso modo di dire quello che una volta le galline erano più rustiche e più resistenti. Si ricordano infatti galline che un tempo razzolavano libere nel cortile alimentandosi di quello che trovavano e quasi mai erano soggette a malattie o problemi sanitari. Praticamente erano degli ospiti che senza arrecare tanto disturbo regalavano ogni giorno un uovo senza pretendere molto.

Ma qual’era il segreto dei nostri nonni?
Presto detto: era la pazienza, l’attesa che le galline, comperate qua e la, si adattassero al cortile dove erano state destinate, all’alimentazione che trovavano, al pollaio che era stato loro messo a disposizione. Lentamente infatti queste galline si adattavano all’ambiente che le circondava selezionandosi a quella particolare azienda, a qual particolare allevatore. Solo le galline che meglio si adattavano a quel tipo frugale di alimentazione e a quei poveri ambienti arrivavano a fine deposizione in buono stato e l’allevatore, contento dei loro risultati, le manteneva anche per un secondo anno di deposizione facendole poi riprodurre. Ecco che involontariamente si operava una selezione a vantaggio di quegli animali che meglio vivono nell’ambiente che hanno a disposizione. Questa oggi non è un’utopia ma una realtà che è possibile solo mantenendo le galline per almeno due cicli di deposizione.

Ecco come fare

L’attività inizia con l’acquisto dei pulcini a un giorno o di 2-3 mesi. Più giovane è l’età nella quale gli animali arrivano in azienda e maggiore è il loro ambientamento. Al raggiungimento del 4-5 mesi di vita le pollastre devono essere sistemate nel pollaio e quindi è necessario scegliere le migliori. Nella scelta scartate tutte le pollastre che hanno manifestato, nel corso dell’allevamento, inconvenienti sanitari. Problemi di coccidiosi, malattie respiratorie e altre forme patogene possono oggi essere risolte senza difficoltà ma la loro presenza manifesta un non adattamento all’ambiente ed è preferibile destinare quelle pollastre alla mensa.
A fine autunno le pollastre scelte iniziano a deporre e continuano fino all’estate seguente.
Le galline entrano quindi in muta completa al termine del loro primo anno di deposizione. L’inizio della muta e la durata variano molto da soggetto a soggetto. La deposizione riprende però quasi sempre verso la fine dell’autunno.

La scelta delle galline

La scelta delle galline da conservare per il secondo anno di deposizione si fa mediante accurate osservazioni sullo stato di salute apparente e su alcuni caratteri morfologici e fisiologici indicativi di una buona attitudine alla deposizione e di un buon adattamento ala vostra azienda.
Nelle razze pigmentate (Livornese, Ermellinata, ecc.) l’intensità del colore giallo diminuisce progressivamente man mano che aumenta la deposizione, con questo ordine: cloaca, contorno degli occhi, becco (cominciando dalla base e estendendosi verso la punta), pianta del piede, parte anteriore, laterale e posteriore dei tarsi, dita e, per ultimo, parte posteriore dell’articolazione dei tarsi.

Tenendo conto di questa successione, con un po’ di pratica è facile distinguere le buone ovaiole dalle cattive. Queste ultime perdono la pigmentazione gialla con maggiore lentezza, ma sempre nel medesimo ordine di successione.
Non deve essere dimenticato infatti che una buona deposizione dipende si dalle caratteristiche genetiche della gallina ma anche dal suo adattamento all’alimentazione che viene fornita, al ricovero e al pascolo messo a loro disposizione.

I Vantaggi di allevare galline per il secondo ciclo di deposizione

Allevare galline per il secondo ciclo di deposizione consente poi diversi vantaggi:

– si riduce al 50% la rimonta;

– si diminuiscono le spese di alimentazione;

– viene diminuita la mortalità di femmine colpite dalla paralisi di Marek malattia virale che colpisce le pollastre all’inizio dell’attività;

– viene scongiurata la Leucosi;

– al secondo anno depongono solo le galline più produttive mantenendo nel pollaio i soggetti migliori ottenendo una buona produzione con minori spese alimentari;

– le galline al secondo ciclo depongono un po’ meno, l’80-85% del ciclo precedente, ma le uova deposte sono però subito grosse mentre le pollastre giovani depongono inizialmente uova piccole;

– la vendita delle galline di due anni a fine produzione rappresenta un valore non trascurabile dato che si tratta di soggetti eccezionali da un punto di vista gastronomico.

Allevare galline per il secondo ciclo di deposizione è quindi una pratica vantaggiosa. Infine non deve essere dimenticato che solo in questo modo si selezionano animali adattai al vostro allevamento.

Fonte: biozootec.it

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