Allevamento di oche e anatre: le razze venete

Allevamento di oche

Tra le razze tipiche della provincia di Venezia spiccano i palmipedi come le anatre e le oche. Tra le anatre ricordiamo l’anatra Mignon, l’anatra Germanata e l’anatra Polesana che veniva servita al Doge alla cena che seguiva la festa del Redentore. Nell’allevamento di oche abbastanza diffusa era un tempo l’oca pezzata veneta.

L’anatra Polesana

L’anatra Polesana è la tipica anatra bianca delle zone umide del Veneto. Il nome “polesana” le viene attribuito grazie al fatto che fu selezionata alla Stazione Sperimentale di Pollicoltura di Rovigo ma in realtà era diffusa in tutto l’areale orientale del Veneto. È abbastanza grossa, tozza, a portamento orizzontale, caratterizzata da zampe e becco gialli. Il colore del piumaggio è bianco candido, gli anatroccoli alla nascita presentano un piumino giallo.

I maschi raggiungono i 4,50 kg mentre le femmine superano di poco i 4 kg. È una grossa anatra che riesce ad utilizzare la vegetazione dei corsi d’acqua, fondali e sponde, meglio di altre anatre risparmiando nelle spese di alimentazione. Essendo un’anatra da carne la produzione di uova è limitata a 50-70 pezzi all’anno. Le uova presentano un guscio bianco e un peso di 70-75 grammi. La carne è eccellente e molto saporita grazie al grasso che si mescola alla muscolatura.

L’ anatra Germanata Veneta

L’anatra Germanata Veneta discende direttamente dal germano reale. Inizialmente i primi cacciatori-agricoltori predavano i nidi raccogliendo i piccoli anatroccoli e allevandoli in caverne e capanne. Anatra molto generosa e poco esigente si è adattata con facilità all’addomesticamento mantenendo intatta solo la colorazione. La selezione operata dai primi agricoltori l’ha portata, in cattività, a dimensioni maggiori. Molto diffusa prende spesso il nome di anatra nostrana. Animale rustico si adatta bene all’allevamento estensivo e per produzioni di nicchia. È un’anatra di aspetto grossolano con tronco leggermente cadente e carnoso. Il collo lungo a forma di “S” è leggermente più corto nella femmina. Becco forte di color verde chiaro con variazioni dovute alla variabilità genetica della razza ancora allo stato semi primitivo.

Petto largo, dorso ampio e ali ben aderenti al corpo. Andatura incerta, zampe di media lunghezza di color arancio. È presente un evidente dimorfismo sessuale. Nel maschio il piumaggio è grigio con sfumature marrone più o meno scure su dorso, ali e coda. Le ali mostrano specchietti azzurri incorniciati di nero e bianco; sottoala bianco. Testa e collo sono verde. Il petto presenta una colorazione dal ruggine al bruno. La femmina evidenzia un piumaggio marrone su tutto il corpo. Sono presenti specchietti azzurri incorniciati di marrone e bianco. I piccoli presentano la tipica colorazione selvatica con piumino scuro nel dorso e ventre chiaro. I maschi adulti raggiungono il peso di 3,00 – 3,200 Kg. Mentre le femmine pesano circa 2,600 – 2,800 Kg.

L’ anatra Mignon

L’anatra Mignon è di piccole dimensioni, esposta per la prima volta alla XV Fiera Nazionale Avicunicola e degli animali da pelliccia di Ascoli Piceno (novembre 1962). I tarsi sono nero ardesia e gli orecchioni bianchi, è una buona ovaiola. Il loro pesa non supera il chilogrammo.

L’oca Veneta

L’oca Veneta è la classica oca Italina da sempre allevata nelle corti dei contadini e presente in molti dipinti che raffigurano la vita campestre. Animale molto rustico conserva ancora nel piumaggio gli incroci con le oche selvatiche che due volte all’anno utilizzavano le nostre coste orientali per le migrazioni. Durante le soste si accoppiavano con le oche domestiche rendendo difficile l’eliminazione della classiche macchie scure. Il suo peso raggiunge, e a volte supera, gli 8-9 Kg. Le femmine sono leggermente più leggere dei maschi. L’oca Veneta è rustica e perfettamente adattabile ai diversi ambienti d’allevamento di oche.

Da sempre considerata il maiale dei poveri nell’allevamento di oche era allevata dai contadini romagnoli che l’alimentavano con gli scarti della cucine e l’erba che cresceva lungo le rive dei canali. Presenta una buona deposizione che si aggira attorno a 100-120 uova all’anno. Il peso delle uova varia da 90 a 140 grammi e il guscio è bianco. Non presenta una buona attitudine alla cova. Produce ottime carni saporite e dopo circa quattro mesi raggiunge il peso di 6-7 Kg. le sue carni, oltre che per il consumo fresco come oca da arrosto, si prestano bene anche per la trasformazione in insaccati (salami e salsicce) o in carni stagionate: prosciutto d’oca e petto affumicato.

Fonte: biozootec.it

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