Allevamento di galline ovaiole: gestione delle pollastre

Allevamento di galline ovaiole

L’inserimento delle pollastre nell’ allevamento di galline ovaiole, all’età di 18 settimane, deve essere fatto verso la metà – fine di settembre. All’arrivo in azienda le pollastre devono essere subito sistemate all’interno dell’ allevamento di galline ovaiole, dove rimarranno chiuse per 7-10 giorni perché si abituino al nuovo ambiente individuando il posto posatoio dove andranno a riposare. In questa fase è molto importante che l’accesso al nido collettivo sia interdetto alle pollastre. Se qualche animale scegliesse il nido collettivo come zona di riposo raccogliereste sempre uova imbrattate di feci.

Dopo 7-10 giorni di “clausura” le pollastre possono avere accesso al parchetto esterno ma solo nel pomeriggio verso le 15.00; contemporaneamente a questa parziale libertà l’accesso al nido collettivo viene aperto. È infatti necessario assicurarsi che le galline inizino la deposizione all’interno del nido e non depongano le uova nei cespugli del pascolo. Quando si arriva a raccogliere 15 uova al giorno (il 30% della deposizione); le galline possono essere liberate tutto il giorno al pascolo e razzolare sul prato alla ricerca di semi e insetti. Inizialmente le prime uova, deposte da galline al primo anno di deposizione; sono piccole ma in breve tempo si raggiungerà il peso ottimale superiore a 60 grammi. La deposizione di uova continua quindi fino all’autunno successivo.

Al termine del primo anno di deposizione le galline subiscono la prima muta completa, cioè il cambio annuale delle penne. Questo fenomeno è del tutto naturale che avviene di norma in settembre e ottobre. Contemporaneamente all’inizio della muta le galline cessano la deposizione. Vi consigliamo di mantenere le galline per un secondo anno dato che questa pratica consente diversi vantaggi:
– dopo il cambio delle penne le galline iniziano un secondo ciclo di deposizione con uova subito grosse;
– le galline al secondo anno di deposizione sono più robuste e meno soggette a malattie;
– si risparmia nella rimonta (cioè l’acquisto di pollastre che vanno a sostituire le vecchie ovaiole).

La muta

Se lasciamo che la muta proceda normalmente abbiamo però un trascinamento di questo meccanismo fisiologico che può prolungarsi anche per quattro mesi. Le galline cioè continuano a pascolare e alimentarsi anche quando sono in muta cosa che in natura non avviene. Un uccello selvatico, infatti, quando cambia le penne remiganti non è in grado di volare; per non essere predato si rifugia in un nascondiglio dove per alcuni giorni non mangia e non beve aspettando che le penne ricrescano. Noi dobbiamo ripetere questa situazione naturale attraverso la muta forzata della galline. Dopo due – tre mesi dall’inizio della muta le galline riprendono la deposizione con uova già grandi mantenendo la produzione fino all’autunno successivo.

Alla fine del secondo ciclo di deposizione nell’allevamento di galline ovaiole; se le galline hanno mostrato un buon adattamento all’ambiente è possibile mandare nuovamente le galline in muta e riprendere poi un terzo e ultimo ciclo di deposizione. Durante il primo anno di deposizione le galline depongono circa 270 uova con un primo periodo di deposizione (30 – 40 uova) in cui il peso delle uova è leggermente inferiore.

Il secondo anno di deposizione si osserva circa un 15-20% di deposizione in meno la le primo uova sono già grandi; quindi si può considerare che la produzione è simile al primo anno. Il terzo anno si può registrare in 10-15%; in meno ma questo calo può essere accettato considerando i risparmi nell’acquisto delle pollastre e la rusticità della galline anziane. Alla fine del terzo anno di deposizione le galline possono essere destinate alla mensa; come prodotto di alta qualità: gallina vecchia fa buon brodo.

Fonte: biozootec.it

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